Entropia e Sostenibilità: Un Equilibrio Necessario

L'entropia silenziata: quando il progresso sfida la realtà

La convinzione diffusa che l’innovazione tecnologica possa risolvere ogni problema umano, dall’energia al clima, trascura un principio fisico fondamentale: la seconda legge della termodinamica. Questa legge, che definisce l’inevitabile aumento dell’entropia, non è una profezia di doom, ma una costrizione ineludibile che plasma la realtà fisica. Il tentativo di aggirarla, di creare sistemi sempre più efficienti e sostenibili, si scontra spesso con limiti intrinseci e conseguenze inattese. La recente discussione sulla politica energetica, con i suoi alti e bassi, e l’interconnessione tra progresso tecnologico e decisioni politiche, è un esempio lampante di questo conflitto.

Prendiamo, ad esempio, il ‘costo sociale del carbonio’ (SCC), una metrica utilizzata per quantificare i danni economici causati dalle emissioni di CO₂. Una recente analisi, il cosiddetto ‘blue SCC’, propone una stima di 48 dollari per tonnellata, derivante da un’estrapolazione basata sull’impatto degli oceani. Questa cifra, se integrata nelle politiche climatiche, potrebbe incentivare investimenti in tecnologie a basse emissioni. Tuttavia, l’implementazione di tale SCC si scontra con una realtà più complessa. L’EPA statunitense, sotto l’amministrazione Trump, ha sistematicamente indebolito le normative ambientali, riducendo il proprio potere regolamentare attraverso l’eliminazione di disposizioni cruciali come l’endangerment finding e la limitazione delle emissioni automobilistiche. Questa retromarcia politica, apparentemente motivata da considerazioni economiche a breve termine, ignora i costi a lungo termine legati al cambiamento climatico e mina la credibilità stessa dell’SCC.

Il cuore del problema risiede nella nostra comprensione della tecnologia. Sebbene l’innovazione possa offrire soluzioni promettenti, come le fattorie di alghe marine che catturano il carbonio aumentando l’alcalinità dell’acqua, queste soluzioni non sono esenti da limiti. La crescita esponenziale della produzione di energia solare, con una capacità nascosta di 58 GW, è un esempio di progresso, ma richiede un’infrastruttura di stoccaggio adeguata, spesso trascurata. Jackery, con le sue batterie portatili, rappresenta una risposta parziale a questa esigenza, ma non può risolvere la questione a livello macro. Inoltre, l’efficienza energetica, paradossalmente, può innescare il cosiddetto ‘paradosso di Jevons’: un aumento dell’efficienza che porta a un maggiore consumo complessivo, annullando i benefici iniziali. La riduzione delle emissioni, ad esempio, potrebbe stimolare un aumento della domanda di energia, compensando i guadagni ottenuti.

Le preoccupazioni etiche non sono meno rilevanti. La repressione di attiviste indigene come Daria Egereva, che si battono per la protezione dell’ambiente e dei loro diritti ancestrali, evidenzia la tensione tra interessi statali e la salvaguardia dei popoli più vulnerabili. Parallelamente, l’emergere di modelli di intelligenza artificiale come Grok, con i suoi contenuti a volte inappropriati e problematici, solleva interrogativi sulla responsabilità e l’etica nello sviluppo tecnologico. Il dibattito sulla sostenibilità non può essere limitato a questioni puramente tecniche; deve includere una riflessione profonda sui valori e le priorità che guidano le nostre azioni.

Una visione più olistica, biomimetica, potrebbe offrire un percorso di avanzamento più sostenibile. L’ispirazione dalla natura, con i suoi intricati ecosistemi e i suoi cicli di riciclo, potrebbe portare a soluzioni innovative che integrano tecnologia e ambiente in modo armonioso. Tuttavia, anche questa via non è priva di ostacoli. La transizione verso un’economia circolare e a basse emissioni richiede un cambiamento radicale nei modelli di consumo e produzione, nonché una volontà politica forte e duratura.

L’analisi dei dati, spesso presentata come la chiave per risolvere le sfide ambientali, può fornire preziose informazioni, ma non può sostituire la necessità di un’azione concertata e di una profonda trasformazione sociale. L’ottimismo derivante dai progressi tecnologici deve essere temperato dalla consapevolezza dei limiti fisici e delle conseguenze inattese. Il silenzio dell’entropia, il suo incessante lavoro di disordine, continua a risuonare, ricordandoci che la sostenibilità non è un obiettivo da raggiungere, ma un equilibrio precario da mantenere costantemente.


Foto di Hu lei su Unsplash
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