“Il vero lusso non è ciò che si vede, ma ciò che non si vede.”
L’eco del vuoto
L’aria, in questo atelier milanese, vibra di una polvere sottile, quasi impercettibile, sollevata non da movimenti bruschi, ma dalla stessa quiete che permea lo spazio. Un odore di cera d’api antica e legno di bosso stagionato aleggia, pungente e nostalgico. La luce, filtrata da pesanti tende di lino grezzo, disegna ombre lunghe e geometriche sulle pareti color grigio piombo. Non c’è rumore, solo un silenzio denso che amplifica la percezione del tempo sospeso. In questo limbo rarefatto, emerge una scultura di Alessandro Gallo, un’opera che non si impone, ma si rivela gradualmente, come un’apparizione.
La grammatica del legno
La scultura di Gallo, intitolata “Erosione”, non è fatta di marmo o bronzo, materiali nobili e prevedibili. È scolpita in un unico blocco di legno di ciliegio selvatico, prelevato da alberi caduti naturalmente nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Un legno che ha conosciuto inverni rigidi e estati torride, segnato da nodi e venature che raccontano una storia di crescita lenta e resilienza. Gallo non ‘doma’ il legno, ma ne asseconda le fibre, rivelando la sua anima nascosta. Il processo di lavorazione è interamente manuale, senza l’ausilio di macchinari a controllo numerico. Ogni curva, ogni incavo è frutto di ore di paziente lavoro, eseguito con sgorbie e coltelli affilati come rasoi. Il legno viene poi trattato con cera d’api purissima, applicata a caldo con pennelli di setole naturali, per esaltarne la naturale lucentezza e proteggerlo dalle intemperie. La patina che si forma nel tempo, una sorta di velo traslucido, è parte integrante dell’opera, testimonianza della sua fragilità e della sua vitalità. La scelta del ciliegio non è casuale: questo legno, con la sua tonalità calda e avvolgente, evoca sensazioni di intimità e protezione. La sua fragranza delicata, che ricorda quella delle mandorle amare, stimola i sensi e invita alla contemplazione.
Il paradosso della permanenza
La scultura di Gallo non rappresenta un oggetto, ma un’assenza. Una forma che si dissolve, che si smaterializza, che sembra sfuggire alla presa. È un invito a riflettere sulla caducità dell’esistenza, sulla fragilità della bellezza, sulla necessità di apprezzare il momento presente. Possedere questa scultura non significa aggiungere un elemento decorativo alla propria casa, ma acquisire un frammento di tempo sospeso, un promemoria costante della propria mortalità. Diventa un filtro sociale che separa chi comprende il valore del silenzio e della contemplazione da chi è assordato dal rumore del mondo. La scultura non definisce lo spazio in cui si trova, ma lo amplifica, creando un’atmosfera di serenità e mistero. Il suo impatto non è visivo, ma emotivo: induce a rallentare, a respirare profondamente, a lasciarsi andare.
La lista inaccessibile
Le opere di Gallo non sono disponibili in gallerie d’arte o negozi di design. Vengono create su commissione, in stretto dialogo con il committente, e richiedono un tempo di realizzazione che può variare da sei mesi a un anno. Non ci sono listini prezzi, né sconti. Il costo di una scultura dipende dalla sua dimensione, dalla complessità del progetto e dalla rarità del legno utilizzato. Ma il denaro non è sufficiente per acquisire un’opera di Gallo. È necessario essere accettati dall’artista, essere riconosciuti come persone sensibili e appassionate, capaci di comprendere la sua visione del mondo. Esiste una lista d’attesa segreta, accessibile solo a pochi eletti, che vengono selezionati personalmente da Gallo.
L’eco del sapere
Il vero codice di appartenenza non risiede nel possesso di un’opera d’arte, ma nella capacità di comprenderne il significato profondo. Chi sa riconoscere la bellezza nascosta in un blocco di legno, chi sa apprezzare il valore del tempo e della manualità, chi sa lasciarsi trasportare dall’emozione, appartiene a un’élite silenziosa e discreta, che non ha bisogno di ostentare la propria ricchezza. La scultura di Gallo è un invito a riscoprire l’arte della lentezza, a celebrare la bellezza imperfetta, a vivere in armonia con la natura. Una scultura che, nel suo silenzio eloquente, sussurra il segreto della vera eleganza.
Foto di alex Roosso su Unsplash
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