L’Erosione Costiera: Un Muro Invisibile

Il 29 gennaio 2024, i satelliti Sentinel-3A e 3B hanno registrato un’anomalia significativa nell’altezza del livello medio del mare lungo la costa adriatica italiana, con picchi di +75cm rispetto alla media stagionale (fonte: CMEMS – Copernicus Marine Service). Questo dato, apparentemente isolato, è un sintomo di un processo più ampio: l’accelerazione dell’erosione costiera dovuta all’innalzamento del livello del mare e all’aumento della frequenza di eventi meteorologici estremi.

Il Motore Idrodinamico

La costa adriatica, caratterizzata da una bassa pendenza e da sedimenti fini, è particolarmente vulnerabile all’erosione. L’innalzamento del livello del mare, seppur graduale (circa 3.5 mm/anno a livello globale, con picchi locali superiori), amplifica l’azione delle onde e delle maree. L’energia delle onde, proporzionale al quadrato della loro altezza, viene dissipata lungo la linea di costa, erodendo i sedimenti e trasportandoli verso il largo. Questo processo è ulteriormente accelerato dalle tempeste, che generano onde più alte e frequenti. La dinamica è complessa: l’aumento della temperatura dell’acqua, legato al cambiamento climatico, influisce sulla densità dell’acqua e sulla stratificazione termica, modificando le correnti marine e la distribuzione dei sedimenti. L’Adriatico, essendo un mare chiuso, presenta una scarsa circolazione e un tempo di residenza elevato, il che significa che i sedimenti erosi non vengono facilmente rimpiazzati. La perdita di sedimenti compromette la capacità della costa di dissipare l’energia delle onde, creando un circolo vizioso di erosione.

L’Attrito del Reale: Promesse di Protezione vs. Limiti Fisici

Le strategie di difesa costiera, come la costruzione di dighe, frangiflutti e ripascimenti artificiali, sono spesso presentate come soluzioni efficaci per contrastare l’erosione. Tuttavia, queste misure presentano limiti fisici intrinseci. I ripascimenti, ad esempio, richiedono un continuo apporto di sedimenti, che spesso provengono da cave terrestri, con impatti ambientali significativi. Le dighe e i frangiflutti, pur proteggendo una determinata area, possono alterare la dinamica costiera, causando erosione in zone adiacenti. Il Paradosso di Jevons si manifesta in questo contesto: l’illusione di sicurezza offerta dalle difese costiere può incentivare la costruzione di infrastrutture in aree vulnerabili, aumentando il rischio complessivo. Inoltre, l’efficacia di queste misure diminuisce nel tempo a causa dell’innalzamento del livello del mare e dell’aumento della frequenza degli eventi estremi. La promessa di una protezione a lungo termine si scontra con la realtà fisica dell’innalzamento del livello del mare, che supera la capacità di adattamento delle difese costiere. Un’analisi termodinamica rivela che l’energia necessaria per mantenere artificialmente la linea di costa inalterata supera di gran lunga l’energia disponibile da fonti rinnovabili locali, rendendo la soluzione insostenibile nel lungo periodo.

Soglia di Irreversibilità

La costa adriatica sta raggiungendo un punto critico. La perdita di sedimenti, combinata con l’innalzamento del livello del mare, sta erodendo le dune costiere e le spiagge, riducendo la capacità della costa di assorbire l’energia delle onde. La distruzione delle zone umide costiere, che fungono da barriere naturali contro le tempeste, aggrava ulteriormente la situazione. Si stima che, se le emissioni di gas serra non verranno ridotte drasticamente, l’innalzamento del livello del mare potrebbe superare il metro entro la fine del secolo, rendendo insostenibile la difesa di ampie aree costiere. Il costo economico e sociale di questa perdita sarebbe enorme, con impatti significativi sul turismo, la pesca e le infrastrutture.

Ondate e Destino

Ripercorrendo il dato iniziale – l’anomalia registrata dai satelliti Sentinel-3A e 3B – emerge un quadro chiaro: l’innalzamento del livello del mare non è un problema futuro, ma una realtà presente, che si manifesta in eventi sempre più frequenti e intensi. La costa adriatica, come molte altre coste basse del mondo, sta affrontando una sfida esistenziale. La soluzione non risiede nella semplice costruzione di barriere artificiali, ma in una profonda trasformazione del nostro rapporto con l’ambiente, basata sulla riduzione delle emissioni di gas serra e sull’adozione di strategie di adattamento sostenibili, che riconoscano i limiti fisici del nostro pianeta.


Foto di Göran Erlandsson su Unsplash
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Fonti & Verifiche