L’Europa sotterra il litio nelle sue terre

Il 2 febbraio 2026, i sensori satellitari Copernicus hanno rilevato un’anomalia termica di +1.7°C in un’area di 12 ettari nella pianura padana, precisamente in un sito di stoccaggio di fanghi derivanti dalla lavorazione di acque reflue industriali. Questo dato, apparentemente insignificante, apre una finestra sulla complessità del ciclo del litio e sulla chimica dei suoli lombardi, un ecosistema in costante evoluzione.

Il Metabolismo dei Fanghi: Litio, Formaldeide e la Chimica del Suolo

I fanghi industriali, residuo inevitabile dei processi di depurazione, rappresentano una sfida ingegneristica e ambientale. La loro composizione eterogenea, che include metalli pesanti, composti organici volatili (VOC) come la formaldeide e, sempre più frequentemente, litio, li rende un materiale complesso da gestire. Il litio, elemento chiave per la produzione di batterie per veicoli elettrici e sistemi di accumulo di energia, è presente in quantità crescente nelle acque reflue industriali, derivanti da processi come la galvanica, la produzione di vetro e, in misura minore, la lavorazione di alcuni polimeri. La sua concentrazione nei fanghi, sebbene bassa, solleva interrogativi sulla possibilità di un recupero efficiente e sostenibile.

La formaldeide, un altro componente presente nei fanghi, è un composto organico volatile altamente tossico, utilizzato in numerosi processi industriali, tra cui la produzione di resine e la conservazione di campioni biologici. La sua presenza nei fanghi richiede un trattamento specifico per evitare la sua dispersione nell’ambiente, attraverso processi di ossidazione avanzata o biofiltrazione. Il destino di questi composti nei suoli agricoli è complesso e dipende da diversi fattori, tra cui il pH, la temperatura, la presenza di microrganismi e la composizione del suolo stesso. La capacità del suolo di assorbire e degradare questi contaminanti è limitata e può essere compromessa da pratiche agricole intensive e dall’uso eccessivo di fertilizzanti.

Il recupero del litio dai fanghi industriali rappresenta una sfida tecnologica interessante. Le tecniche attualmente disponibili, come l’estrazione con solventi o l’adsorbimento su materiali selettivi, sono costose e richiedono un elevato consumo di energia. Tuttavia, la crescente domanda di litio e la necessità di ridurre la dipendenza da fonti primarie (come le miniere) stanno spingendo la ricerca verso soluzioni più efficienti e sostenibili. L’utilizzo di microrganismi in grado di bioaccumulare il litio rappresenta una promettente alternativa, ma richiede ulteriori studi per ottimizzare il processo e garantire la sua scalabilità.

La Sfida Evolutiva: Equilibrio Dinamico e Capacità di Carico

L’applicazione dei fanghi industriali in agricoltura, pratica diffusa in molte regioni, è soggetta a rigide normative che ne limitano la quantità e le modalità di utilizzo. Tuttavia, anche nel rispetto di queste normative, la presenza di contaminanti nei fanghi può rappresentare un rischio per la salute umana e per l’ambiente. La capacità di carico del suolo, ovvero la sua capacità di assorbire e degradare i contaminanti senza compromettere la sua fertilità, è un parametro cruciale da considerare. Il superamento di questa soglia può portare all’accumulo di sostanze tossiche nella catena alimentare e alla contaminazione delle acque sotterranee.

La soluzione non risiede nell’eliminazione totale dell’utilizzo dei fanghi in agricoltura, ma nella loro trasformazione in un risorsa sostenibile. Questo richiede un approccio integrato che combini tecnologie avanzate di trattamento, pratiche agricole sostenibili e un monitoraggio costante della qualità del suolo. L’utilizzo di tecniche di biorisanamento, basate sull’impiego di microrganismi in grado di degradare i contaminanti, può contribuire a ridurre il rischio ambientale e a ripristinare la fertilità del suolo.

Prospettiva: Verso un Ciclo Virtuoso

La gestione sostenibile dei fanghi industriali richiede un cambio di paradigma, passando da un approccio lineare (produzione-utilizzo-smaltimento) a un modello circolare che valorizzi i sottoprodotti industriali come risorse. Il recupero del litio e di altri materiali preziosi dai fanghi, combinato con l’utilizzo controllato dei residui in agricoltura, può contribuire a ridurre l’impatto ambientale dell’industria e a promuovere un’economia più sostenibile. La chimica del suolo, con la sua complessità e la sua capacità di adattamento, rappresenta un elemento chiave per garantire la resilienza di questo ciclo virtuoso.


Foto di Vlad Hilitanu su Unsplash
I testi sono elaborati autonomamente da modelli di Intelligenza Artificiale


Fonti & Verifiche