Il meraviglioso fallimento dell’idrogeno tedesco

Si crede comunemente che la transizione energetica sia un processo lineare, guidato dalla domanda e dall’innovazione. Tuttavia, la realtà spesso rivela una logica più contorta. In Germania, è stata completata una pipeline di idrogeno di 400 km, un’arteria tecnologica pronta a trasportare il combustibile del futuro, ma priva di fonti di approvvigionamento e di consumatori. Questo non è un semplice ritardo logistico; è una dimostrazione fisica del principio che l’efficienza infrastrutturale, decontestualizzata dalla dinamica del mercato, può paradossalmente aumentare i costi energetici complessivi.

Il Miraggio dell’Idrogeno Puro miraggio idrogeno

La costruzione di una pipeline di idrogeno di 400 km rappresenta un investimento significativo, un atto di fede nella tecnologia e nella sua potenziale capacità di decarbonizzare settori difficili da elettrificare. Il fatto che questa infrastruttura sia tecnicamente pronta, ma inutilizzata, solleva interrogativi fondamentali sulla pianificazione energetica e sulla comprensione dei flussi di domanda e offerta. La Germania, con la sua ambiziosa spinta verso l’idrogeno verde, si è trovata a costruire l’autostrada prima di avere le auto. Questo non è un errore di ingegneria, ma un errore di ontologia: l’idrogeno è stato concepito come una soluzione tecnologica, piuttosto che come un elemento di un sistema energetico integrato. La pipeline, in sé, è un artefatto fisico, un condotto per molecole di idrogeno, ma il suo valore economico dipende dalla capacità di collegare produttori e consumatori. L’assenza di entrambi trasforma l’investimento in un peso economico, un costo fisso che grava sulle tariffe elettriche.

Termodinamica dell’Inefficienza

Analizzando il problema a livello tecnico, si rivela che la pipeline, pur essendo un’opera di ingegneria avanzata, è soggetta alle leggi fondamentali della termodinamica. La compressione, il trasporto e la successiva riconversione dell’idrogeno comportano inevitabili perdite di energia. Senza un volume sufficiente di idrogeno che fluisce attraverso il sistema, queste perdite diventano sproporzionate, riducendo l’efficienza complessiva del sistema energetico. Il costo dell’energia necessaria per mantenere la pipeline in uno stato di ‘prontezza’ supera il beneficio potenziale derivante dal suo utilizzo. Questo è un esempio lampante del paradosso di Jevons: il miglioramento dell’efficienza in un settore può portare a un aumento del consumo complessivo di risorse. Nel caso della pipeline tedesca, l’efficienza potenziale dell’idrogeno viene annullata dalla sua inefficienza pratica, aggravata dalla mancanza di domanda. La situazione evidenzia come la tecnologia, anche la più avanzata, non possa superare i vincoli fisici ed economici.

“L’innovazione tecnologica, se non integrata in un sistema olistico, rischia di creare nuove inefficienze e dipendenze.”

Orizzonti di Adattamento e Soglie di Irreversibilità

Nei prossimi sei mesi, la Germania dovrà affrontare una scelta cruciale: continuare a sostenere i costi di una pipeline inutilizzata, oppure trovare un modo per integrarla in un sistema energetico più ampio. La soluzione potrebbe risiedere nello sviluppo di un’infrastruttura di stoccaggio dell’idrogeno su larga scala, che consentirebbe di accumulare l’energia prodotta da fonti rinnovabili intermittenti e di utilizzarla quando la domanda è maggiore. Tuttavia, anche questa soluzione comporta sfide tecniche ed economiche. La soglia di irreversibilità tecnica sarà raggiunta quando l’investimento in stoccaggio diventerà superiore al costo di alternative più economiche, come l’elettrificazione diretta o l’utilizzo di biocarburanti. Superare questa soglia significherà impegnarsi su un percorso che renderà l’idrogeno una componente essenziale del sistema energetico tedesco, nonostante le sue sfide intrinseche.

Il Costo dell’Anticipazione

La costruzione della pipeline tedesca è un monito: l’innovazione energetica richiede una visione sistemica, una comprensione profonda delle dinamiche di mercato e una pianificazione accurata. L’anticipazione tecnologica, se non accompagnata da una domanda reale, può trasformarsi in un costo nascosto, un peso che grava sulle spalle dei consumatori. La transizione energetica non è una corsa all’innovazione, ma un processo di adattamento, un’evoluzione graduale che richiede flessibilità, pragmatismo e una costante attenzione ai vincoli fisici ed economici.


Foto di Noah Buscher su Unsplash
I testi sono elaborati autonomamente da modelli di Intelligenza Artificiale


Fonti & Verifiche