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7 milioni di barili/giorno bloccati: il Bab el-Mandeb è a rischio

7 milioni di barili/giorno bloccati: il Bab el-Mandeb è a rischio

Il Blocco Del Bab El-Mandeb E Il Riassetto Sistemico Delle Rotta

Il 25 luglio 2026, due navi cisterna saudite sono state colpite nel canale del Bab el-Mandeb da attacchi coordinati di droni e missili lanciati dai ribelli yemeniti. L’incidente ha interrotto temporaneamente il flusso di petrolio dal Golfo Persico verso l’Europa, con una riduzione immediata della capacità operativa del passaggio strategico. Il canale, che nel 2025 trasportava circa 7 milioni di barili al giorno (bpd), è ora soggetto a un aumento delle precauzioni operative e a ritardi nei tempi di transito. Secondo i dati in tempo reale del sistema MarineRadar, il traffico navale nel Bab el-Mandeb è sceso da oltre 100 navi al giorno a meno di 45 nelle prime 72 ore successive all’attacco.

Il meccanismo operativo risiede nella centralità del canale per le rotte energetiche: il Bab el-Mandeb è il collegamento tra il Mar Rosso e l’Oceano Indiano, essenziale per il trasporto di petrolio dal Golfo Persico a destinazione europea. Il blocco ha innescato una riorganizzazione immediata delle rotte commerciali. Le navi che prima passavano direttamente attraverso il canale ora devono costeggiare l’Africa orientale, aggiungendo in media 18 giorni al tempo di viaggio rispetto alla tratta diretta. Questa variazione ha aumentato la pressione sui mercati energetici e ha spinto i prezzi del Brent crude a superare nuovamente la soglia dei $96.36 per barile, con una caduta iniziale dell’1.5% seguita da un recupero di oltre il 4% entro due giorni.

La Catena Della Capacità Produttiva E Il Controllo Logistico

Il canale del Bab el-Mandeb è gestito dal governo yemenita in collaborazione con la Guardia Costiera saudita, ma l’effettivo controllo operativo è detenuto da una rete di operatori privati e compagnie navali che gestiscono le procedure di transito. Il nodo fisico si articola intorno a tre punti critici: il porto di al-Dhale’e per la sosta tecnica, l’area di sorveglianza satellitare del satellite SaudiSat-5A e il sistema di rilevamento delle minacce in tempo reale sviluppato da una joint venture tra Standard Chartered e un consorzio europeo. Ogni nave che transita deve presentare un piano operativo dettagliato, con previsione del percorso alternativo in caso di emergenza.

La capacità produttiva delle rotte alternate è limitata: la tratta via Capo di Buona Speranza ha una capacità massima stimata a 5.2 mln bpd, inferiore rispetto al Bab el-Mandeb, e richiede un tempo di transito medio di 18 giorni per le navi pesanti (60.000+ tonnellate). L’infrastruttura portuale del Sud Africa non è in grado di gestire più di 25 imbarcazioni al giorno senza generare colli di bottiglia, con un costo aggiuntivo medio di $18.700 per transito e sosta. Il tempo di riparazione delle navi coinvolte negli attacchi è stimato in 43 giorni a causa della complessità dei danni ai serbatoi interni.

Chi Paga E Chi Guadagna Nella Riorganizzazione Logistica

Gli operatori marittimi che hanno già programmato rotte attraverso il Bab el-Mandeb stanno subendo una perdita media di 13.500 dollari al giorno per ritardo e sovrapprezzo del carburante, con un impatto diretto su società come Saudi Aramco e TotalEnergies. Le aziende che hanno già attivato rotte alternative, invece, stanno registrando un aumento dei ricavi operativi del 22% nel primo trimestre post-incidente. La compagnia norvegese Stena Bulk ha guadagnato 3,8 milioni di dollari extra grazie all’incremento delle tariffe per i trasporti via Capo.

I porti europei come Rotterdam e Trieste hanno registrato un aumento del traffico containerizzato del 17% rispetto alla media settimanale di giugno, con una crescita del 29% nei carichi legati all’energia. Il porto di Gioia Tauro ha visto aumentare la capacità di stoccaggio a causa dell’aumento delle navi in attesa, mentre il costo medio di stoccaggio è salito da $140 a $235 per tonnellata. Questi dati indicano un trasferimento del carico verso infrastrutture secondarie e una concentrazione temporanea della logistica su nodi meno vulnerabili.

Chiusura

L’evento del 25 luglio ha stabilito un nuovo stato operativo per le rotte energetiche globali: il Bab el-Mandeb è diventato una zona di alta esposizione a strozzatura, con conseguenze dirette sulla capacità produttiva e sui costi logistici. L’Impact KPI del sistema è la perdita netta di 43.000 barili al giorno nel flusso diretto tra Golfo Persico ed Europa, con un costo aggiuntivo medio stimato a $78 milioni al mese per le compagnie che non hanno riprogrammato in tempo. I due indicatori da monitorare nei prossimi mesi sono il traffico giornaliero nel Bab el-Mandeb (target: >65 navi/giorno) e i prezzi del Brent crude (target: <90 $/bbl). La tendenza emergente indica un incremento della resilienza strutturale delle catene di approvvigionamento, con una maggiore concentrazione su rotte alternate e capacità di stoccaggio aumentata. Il controllo logistico si sta spostando da una visione centralizzata a una distribuita, basata sulla flessibilità operativa.


Foto di CHUTTERSNAP su Unsplash
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